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OCULI ET MENTEM

  • Immagine del redattore: Doris Laku
    Doris Laku
  • 24 apr 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 2 giorni fa

Mostra di Doris Laku

A cura di Enis Laku, con la coordinazione di Edoardo Di Mauro, vicedirettore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e presidente del MAU – Museo d’Arte Urbana di Torino.


Mercoledì 24 aprile 2024

Pastis Torino – Casa Accademia

clicca qui per accedere al video
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La mostra relativa al percorso artistico intrapreso da Doris Laku rappresenta il connubio tra le discipline di disegno figurativo, e contenuti audiovisivi, più nel dettaglio il trattamento rispetto alle riprese video - con conseguente montaggio - ed elaborati di fotografia, mirata al ritratto - nelle sue molteplici forme - e sullo studio della composizione, quest’ultima dedicata all’accostamento di oggetti

apparentemente non connessi fra loro, ma capaci di coesistere armonicamente al fine della visione e significato finale.

Si tratta di un percorso che fonda le sue radici nell’analisi profonda delle reazioni inconsce in contrapposizione agli spasmi dettati dalla razionalità.

La coesistenza in sincrono delle dimensioni della realtà e del mondo onirico, dal quale Doris trae sovente ispirazione. Vi è un forte condizionamento da parte della corrente del surrealismo, essendo essa improntata sulla libertà rispetto al razionale, dando adito a ciò che di più spontaneo e autonomo avviene ad esempio nel sogno, come ci suona familiare rispetto all’Arte di Dalì.

Se dovessimo quindi identificare un file rouge che percorre tutte le manifestazioni artistiche ed espressive di questa mostra, senza dubbio quest’ultimo sarebbe rappresentato dalla psicologia della mente, dall’indagine interiore e profonda del proprio Essere; sono queste le ramificazioni che potremo osservare anche in quello che sarà il video della proiezione, un connubio di storie al principio autonome, ma caratterizzate dalla medesima matrice ora divenute una narrazione unica. La creazione audiovisiva vedrà l’oscillare tra l’auto proiezione dell’artista sia sul livello vero e proprio d’immagine ove lei stessa ne è la protagonista, sia in corrispondenza all’auto-osservazione che prende vita grazie a questa forma di autoritratto, come se il desiderio fosse anche quello di guardare la propria persona con occhi esterni da sé, all’osservazione esterna, quasi nascosta, dei personaggi. Per quanto concerne le opere figurative create a china, lo sfondo che riporta ad un nesso “antichizzato”, porta a vedere queste rappresentazioni come se fossero esse un insieme, seppur rappresentati attimi, personaggi e azioni differenti; è possibile qui notare una contaminazione rispetto alle opere di Egon Schiele: queste figure talvolta appaiono quasi consumate, scavate, a tratti nervose. Tra i soggetti e dettagli sarà semplice rapportarsi con alcuni dei simboli cari a Doris. Un ulteriore forte richiamo denotabile è tratto dal disegno di Tim Burtom, che per gli amanti del genere potrebbe assolutamente spiccare all’occhio. Concerne al progetto fotografico, una vena critica caratterizza le azioni immortalate, ove la figura di una giovane donna racconta nelle orme segnate dalle rispettive visioni, il passaggio tra una fase fiorente e dotato d’ispirazione del personaggio, al declino di quest’ultima, portata al termine di questo racconto a soccombere alla soppressione in maniera tragicamente espressiva; è l’aspetto drammatico a fare da veste in questa composizione unica che vede il contrasto mirato tra vita e morte, luce e ombra, tregua e caos. Il contrasto è certamente un protagonista indiscusso, sia noto nella resa dell’immagine che concerne ad un determinato ruolo “metaforico” evocativo.

Al nascere la mostra intendeva essere incentrata sulle sole creazioni audiovisive, ma dopo un’attenta riflessione, si è giunti alla conclusione che fosse importante immortalare anche quelle che sono le origini del percorso di Doris Laku, che vede la stessa impegnata in molteplici versanti caratterizzanti l’espressione artistica, dando la possibilità allo spettatore di avere un’ottica completa capace di mostrare sin dalle fondamenta l’opera, ma in buona parte anche l’essenza di Doris. L’arte assume, in questo sentiero, mezzo al fine dell’indagine, ma anche di terapia, di cura; la libera espressione come azione intenta a rilevare le emozioni recondite e che queste, una volta formulate possano essere “visionabili” anche sui vari mezzi di supporto, come se una volta concretizzate potessero essere finalmente libere. Visioni, pensieri, paure, emozioni, prendono vita, liberando in una certa qual forma la mente dell’Artista.


Enis Laku, Aprile 2024






CASA ACCADEMIA

Nel 2022 nasce Casa Accademia, un’importante collaborazione tra l’Accademia Albertina, l’Associazione Azimut e il Pastis di Piazza E. Filiberto.


Il Progetto prevede dieci mostre distribuite durante la primavera 2024.

Ogni mostra è pensata per dare uno spazio di azione ad artist* che frequentano l’Accademia Albertina.


Tutti gli appuntamenti saranno curati da studenti e studentesse coadiuvate dalla docenza di riferimento.



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